martedì 16 aprile 2013

Annus mirabilis - Geraldine Brooks


IL LIBRO IN PILLOLE: "falso storico" ma gradevole

Parto subito col dire che non mi sono piaciuti l'inizio e la fine. Evviva :DD
L'inizio sinceramente mi ha stranito, perché inizia , se vogliamo, dalla "fine": ci troviamo infatti nel 1666, mentre l'intera vicenda si svolge nel 1665.
Insomma, come tecnica narrativa solitamente mi piace.. Ma in questo caso lascia poco all'immaginazione del lettore sull'effettivo finale e poi anticipa un bel po' di cose!
(Ok, sei righe di recensione e ho scritto "inizio" 5748474482 volte. Complimenti Miss sinonimi 2013!:D)
Per quanto riguarda il finale.. Io l'ho trovato forzato e scorretto. Sì, proprio scorretto, ecco! E soprattutto.. Altro che fulmine a ciel sereno**!
Mi ha dato l'impressione di essere stato scritto da una persona di passaggio, a cui la Brooks abbia detto: "Ohi guarda, io devo scappare che ho la torta di mele in forno, non è che me lo finiresti tu il romanzo? Considera che i protagonisti sono Anna, ragazza giovane e coraggiosa e Mr Mompellion, parroco del villaggio.."
O è così, o la Brooks ha la sindrome della doppia personalità! Non si può dire che non mi abbia sorpreso, per carità.. Ma io ODIO le sorprese negative o che non sono 'programmate' dalla mia mente u.u
Per la storia in generale, diciamo che ci troviamo di fronte ad una sorta di romanzo storico che riprende un fatto realmente accaduto: la peste a Eyam e la decisione coraggiosa del villaggio di "isolarsi" così da non rischiare di trasmettere l'infezione agli altri villaggi. Dico una sorta perché, per quanto io sia ignorante e di certo di lavoro non faccio lo storico, mi è sembrato abbastanza inverosimile in alcuni punti. Sia alcuni sintomi della peste, sia la velocità della morte.. Insomma, mi è sembrata una ricostruzione un po' "comoda"!
Però vabbé, non voglio fare la guastafeste di turno, in realtà a me il libro è piaciuto parecchio! Tante sventure che portano tanta cattiveria e tanta follia, come solo noi esseri umani siamo capaci di creare.
Non so bene che idea farmi di Anna, la protagonista: è sicuramente un personaggio estremamente positivo però quasi ai limiti della santità. Insomma, davvero poco credibile! Esisterà davvero una persona così?! Avrebbe tutte le carte a posto per suscitare simpatia e soprattutto per essere definita "eroina con le palle", ma davvero, non riuscivo  a sentirla reale!
In definitiva Seri, consigli la lettura di questo libro? Sì :D Ma senza aspettarsi il prossimo capolavoro della letteratura mondiale, ecco!

** Mi rendo ben conto di aver scritto poc'anzi che il finale è scontato.. In realtà ciò che volevo dire è che il finale è prevedibile, ma un certo elemento è quello a sorpresa. Ecco, ora ho confuso ancora di più le cose XD


Trama È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel cottage in cui vive, Anna Frith ha appena finito di allattare il piccolo Tom e di scrutare amorevolmente Jamie, che gioca da solo accanto al focolare. Anna si avvia verso la scala della soffitta, per raggiungere la stanza dove dorme Mr. Viccars. Dal giorno in cui Sam Frith se n'è andato, sepolto da una valanga nel giacimento di piombo in cui lavorava, è trascorso un inverno. In primavera, George Viccars è venuto a bussare alla porta del cottage in cerca d'un alloggio e Anna, vedova a diciotto anni con due bambini, ha pensato che l'avesse mandato Dio. Viccars èun sarto girovago, conosce Londra e York, l'intensa vita portuale di Plymouth e il traffico di pellegrini di Canterbury. Ed è gentile: ieri le ha fatto dono di un vestito di lana fine verde dorato. Perché però ora l'accoglie con strani gemiti? Anna entra nella stanzetta e per poco la brocca non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. George Viccars giace con la testa spinta di lato da un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L'Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie...

4 commenti:

  1. La torta di mele è una perla.
    Ho questo libro in ebook ma non ho mai sentito il 'richiamo' a leggerlo. Dopo le tue parole credo che diventerò anche più sorda, se possibile.

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    1. Noooooooo!! Non volevo scoraggiarti ancora di più!!
      La cosa bella è che non mi è nemmeno dispiaciuto.. Ma non si può dire che mi sia "piaciuto piaciuto", ecco! :DD

      Ah comunque poi la Brooks ha offerto torta di mele a destra e manca. Ci mancava che non offriva! =P

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  2. Mi piace il titolo *.* Di solito sono attratta dai romanzi storici però stavolta non sono molto ispirata... vedremo ^-^
    p.s. sto mangiando proprio adesso la torta di mele! Coincidenza??? Forse è proprio quella che aveva in forno la Brooks :D

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    1. Il titolo è suggestivo, poi riferito a quello della peste è davvero paradossale.. :D
      Io credo che di romanzi storici ce ne siano di meglio :D

      Ahahahaha sono sicura che è proprio quella della Brooks!!!

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