mercoledì 25 settembre 2013

Canne al vento - Grazia Deledda

IL LIBRO IN PILLOLE: Grande, grandissima sorpresa! (Alla faccia dei pregiudizi!)



Sarebbe più tre e mezzo in realtà, ma visti i miei pregiudizi, devo premiarlo :D 

Che io non sia esattamente una cosa sola con i classici è cosa ben risaputa.. E' pur vero però che io una chance gliela do sempre :D
Così è stato per "Canne al vento": mi son detta "Diamine, un'autrice italiana del primo novecento che ha PURE vinto il Nobel.. Come si fa a non darle una chance?"
Questo accadeva una cosa come tre/quattro anni fa, poi mi è sempre mancato il coraggio.. Mi aspettavo in tutta onestà il sonno supremo, la noia che ti spinge a diventare una ricamatrice provetta e che ti fa abbandonare il Kindle al suo triste destino di polvere e solitudine..
E devo dire che nelle prime pagine non ha affatto disatteso le mie aspettative: uno stile lento, una storia che inizia in Medias res con una confusione enorme, un personaggio che appena compare in scena mi ha fatto prudere le mani e soprattutto descrizioni che partono allegramente per la tangente..
Ammetto che un sonnellino in onore della Deledda me lo sono fatto :D

Ecco però che quando mi ero arresa al triste destino, la storia ha cominciato a ingranare e -sì, lo ammetto - a sorprendermi!
L'ho letteralmente divorato, soprattutto nella prima parte.
La Deledda ci offre in queste poche pagine (poco più di 200!) un vivido spaccato della Sardegna rurale di inizio del secolo scorso, ma c'è anche tanto altro: la nobiltà e la decadenza per il disonore, la povertà, l'usura, l'amore, le gelosie.. Tanta tanta roba!
Ho trovato particolarmente brillanti e piacevoli i dialoghi, vero punto forte di tutto il romanzo.. Alcune risposte pungenti, sarcastiche o profonde mi hanno lettaralmente spiazzato!
La prima parte è quella che mi è piaciuta di più anche perché la storia si evolve e c'è la curiosità su cosa accadrà.. Tutto si sussegue abbastanza rapidamente, ci sono alcuni "colpi di scena" interessanti e vengono presentati i personaggi (anche se non alla perfezione: di alcuni ho ancora il dubbio su chi siano, la loro parte nella storia e le loro relazioni xD). Nella seconda parte si perde parecchio, la cosa inizia ad essere surreale e la storia parte un po' per la tangente. A volte la Deledda mi ha dato l'impressione che stesse facendo 34567 cose insieme e che non abbia saputo mantenere il focus.. Ok, mi assumo una (piccola) parte di colpa su una lettura disattenta.. Ma certe cose per capirle mi ci è voluto il genio della lampada e una serie di "Mm, sì, deve essere andata così..", oppure "Ah, magari la Deledda voleva dire che..".
L'opera tralaltro, per quanto MOLTO gradevole in alcuni punti, risente dell'epoca e della mentalità in cui è stata scritta: amori flesh, donne svenevoli, lacrimose e che cascano a terra come sacchi di patate alla minima emozione, dialoghi di un imbarazzante e pesante rari.. 
In quei punti mi è preso simultaneamente fastidio e sonno XD

Per quanto riguarda i personaggi.. Le mie simpatie vanno solo a Noemi, - una delle tre sorelle decadute, la più stronza e "chiusa" che si oppone all'arrivo di "Giacintino" e lo inquadra subito.. Io ero team Noemi XD - e allo zio/cugino/parente ricco delle tre sorelle (di cui già non ricordo il nome), che pure lui è un po' stronzetto.. Però in realtà è un grande!
Non so se avrei preso più volentieri a calci Efix, servo delle tre sorelle AGGRATISE (chi ha bisogno del denaro, quando le proprie padrone sono felici? Ah ah ah.), che è un cretino di prima categoria, o Giacinto, nipote delle povere sorelle sfigate che arriva a turbare la quiete del paesino e delle sue povere parenti.
Probabilmente Giacinto, perchè dove Efix è solo limitato, Giacinto è.. Come dire.. Un irresponsabile (tono soft. Non vorrei incappare nella censura se dovessi descriverlo con le prime parole che mi sono venute in mente xD) e tanto tanto tanto tanto tanto ODIOSO.

Come sia, merita!!! :)

“Adattarsi bisogna”, disse Efix versandogli da bere. “Guarda tu l'acqua: perché dicono che è saggia? Perché prende la forma del vaso ove la si versa.” “Anche il vino, mi pare!” “Anche il vino, sì! Solo che il vino qualche volta spumeggia e scappa; l'acqua no.” “Anche l'acqua, se è messa sul fuoco a bollire”, disse Natòlia.

“E le mie padrone? Non s'accorgono?” “Loro? Sono come i santi di legno nelle chiese. Guardano, ma non vedono: il male non esiste per loro.”

“Se tu, Ester, non hai firmato niente non dobbiamo pagar niente. È chiaro, perché desolarsi?”. “Egli andrà in carcere.” “Peggio per lui!” “E tu, Noemi, tu parli così? Si può mandare un cristiano in prigione?” “Che cosa vuoi fare dunque?” “Pagare.” “E poi andare a chieder l'elemosina?” “Anche Gesù ha chiesto l'elemosina.” “Ma Gesù castiga anche, castiga i peccatori, i fraudolenti, i falsari...” “Nell'altro mondo, Noemi!”

“Se sei venuta per pungermi ti sbagli, Natòlia: spine tu non ne hai, perché sei l'euforbia, non la rosa. Io non ho dolori, non ho dispiaceri: son forte come il pino in riva al fiume.

6 commenti:

  1. però la Deledda che donna !!lei si che era avanti cn i tempi e la parità dei sessi..per quei tempi essere una donna che si è fatta d ase era tanto! in teoria loro non potevano mica scrivere..i suoi primi romanzi (pubblicati a puntate in una rivista-come si usava allora) erano sotto pseudonimo infatti.
    anche io mi sono fatta un bel sonno al liceo e non gliel'ho fatta, all'università si invece e l'ho adorato..
    volevo spezzare una lancia a favore di efix è il senso di colpa che l'ha reso così "fedele" alle padrone. E comunque allora non pagavano in soldi, al "servo" veniva dato il mangiare e un paio di scarpe era quella la paga ...e poco altro. era una vita misera e spesso non avevano molta scelta. Pure il mio nonno paterno lo era..finchè beh,non si è innamorato della figlia del padrone e lei di lui e hanno fatto la "fuitina" per sposarsi (non che siano andati lontano, hanno solo cambiato rione, ma sposarsi cntro il volere della famiglia era per una donna impossibile)..che donna mia nonna..ha sfidato la povertà e le dicerie/cattiverie di allora.Ma erano innamorati e sono vissuti felici..
    altri tempi..
    bella recensione sere

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    1. Grazie di aver condiviso il tuo pensiero Vale, ora molte cose le vedo diversamente!!!!! :)
      Leggerò altro di suo! :)

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  2. Ho sempre voluto leggere "Canne al vento"...dovrei pure averlo in qualche scaffale...il titolo secondo me è molto diretto e al contempo poetico *-*

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    1. Il titolo è bellissimo :3

      Trovalo, trovalo! ^^

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  3. Ci faccio un pensiero! :) Sicuramente lo leggerò più avanti!
    Non sembra male per essere un libro del 900! ;)

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    1. No, infatti!! Guadagna cento punti in più per il fatto di essere del novecento ma moderno.. !! :)

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