domenica 28 aprile 2013

Il senso del dolore: l'inverno del commissario Ricciardi - Maurizio de Giovanni

LIBRO IN PILLOLE: dolore tangibile

Dolore. In questo libro ce n'è davvero tanto!
Il Commissario Ricciardi è il dolore personificato, se vogliamo. Un dolore ancestrale e sordo che è anche il suo marchio e segno distintivo. Non sarebbe stato un personaggio altrettanto meritevole e ben costruito, senza di esso, davvero!
Ho amato profondamente quest'uomo: al di là del dolore, la sofferenza, la solitudine, l'incomprensione da parte degli altri - che hanno addirittura timore di lui - è un uomo di grandi principi morali e di forza. Disinteressato alle lotte politiche per avanzare di grado a differenza del suo superiore, vede il suo trovare gli assassini un po' come una missione; alla fine poi mi ha colpito enormemente in positivo: non può accettare di mandare in galera un innocente, ma capisce anche che non tutto è bianco o nero.. :') (Non voglio far spoiler, io però mi sono quasi commossa!)
Ho adorato le scene in cui descrive il suo appuntamento quotidiano.. E come esso sia visto anche dalla controparte.. Di una dolcezza incredibile!
Un po' io speravo alla fine in un'evoluzione del personaggio, ma poi razionalmente ho pensato che l'autore ha scritto altri romanzi dedicati a Ricciardi (ma quanto mi piacciono i sottotitoli che ci riportano ad un determinato periodo temporale!!) e poi anche che, come detto prima, il personaggio è meritevole e fantastico proprio per alcune caratteristiche.. Tolte queste, cosa rimarrebbe?
Un altro personaggio particolarmente positivo è Maione, il brigadiere che si affeziona a Ricciardi e lo segue in ogni indagine; è una persona che non si può far altro che definire "Buona"; capisce il commissario -per quanto possibile con una personalità così complessa - ed è pronto a seguirlo, ad affidarsi a lui. Mi ha anche strappato qualche sorriso, a volte! ^^
Anche lui, come Ricciardi, è mosso da un profondo senso di giustizia; mi ha colpito questa sua uscita:

E poi a me della gratifica non me ne fotte proprio: non sono abituati, i figli miei, a tenere troppi soldi. Vengono maleducati, i guaglioni con troppi soldi.

Dai, come non provare simpatia!!

La scrittura mi è piaciuta molto: scorrevole, senza troppe sbavature ma al contempo anche poetica.. A volte sa essere anche piuttosto dolorosa, senza perdono. Ti fa venire voglia di andare avanti, avanti e ancora avanti. Unite a questo il fatto che il romanzo è parecchio breve e finirete il libro in un pomeriggio!
Mi è piaciuta anche l'ambientazione: Napoli del 1931. Sto studiando a Napoli per la specialistica e pian piano inizio anche a scoprire la città e ad apprezzarla.. Molti dei luoghi descritti mi sono parecchio familiari e seguire e capire l'ambientazione di un libro non può che fartelo apprezzare ancora di più! ^^

Veniamo quindi alla nota dolente del libro, che mi ha impedito di assegnare al libro 5 stelline piene: il giallo vero e proprio. Che diciamocelo, lascia un po' a desiderare!! :D Le indagini sono deboli, la scoperta del colpevole ancor di più, così come il colpo di scena finale. Insomma, c'è tanto spazio per i sentimenti, la tragedia, il dolore, il personaggio di Ricciardi.. Ma il giallo è davvero poco presente! Se si affronta il libro consapevoli che tutto ciò che fa da contorno alla vicenda è il vero protagonista della storia (come avviene per i romanzi della George: l'autrice parte dall'omicidio per poi portare i suoi lettori nei meravigliosi universi umani che crea) sicuramente si può godere di più! A me ha un po' destabilizzato la cosa, ma ora che lo so, partirò preparata nei romanzi successivi!
Un'altra cosa che mi ha lasciato un po' è il fatto che sin da ragazzo il commissario Ricciardi può vedere i morti, che pronunciano le "ultime parole". All'inizio la cosa, non solo mi ha confuso enormemente (le prime due/tre pagine vi lasceranno incerti e dubbiosi, ma non fatevi spaventare!) ma anche enormemente infastidito. Cioè, che senso ha inserire elementi paranormali in un romanzo simile? Mi ha subito perso di credibilità e di godibilità.. Poi però un po' ho apprezzato la cosa, sempre per la costruzione del personaggio del commissario.. Insomma, non è un elemento che stona troppo, in prospettiva!!

«Il mio ruolo è scoprire un assassino. Il vostro, signore, in questa circostanza, è favorire il mio operato. Un diverso atteggiamento costituirebbe un reato, e verrebbe perseguito. Regolatevi».

«Mmh… chiedimi che cosa mi piace di questa città, e io ti dirò: la sfogliatella! Non il mare, non il sole; la sfogliatella».

Uno sbirro intelligente e onesto: cosa rara e pericolosa.



Trama Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.

venerdì 26 aprile 2013

Paper towns - John Green

IL LIBRO IN PILLOLE: I'm so confused..

Questa volta Green non è riuscito a convincermi del tutto :(
Anzi, ancora peggio.. Ho fatto una fatica incredibile ad ingranare con la storia, che mi ha realmente preso da poco prima della metà.. Poi certo, Green è Green, quindi alla fine il libro merita 4 stelline, però sento una leggera stonatura rispetto agli altri suoi libri che ho letto!
Ho ritrovato parecchi elementi che avevano caratterizzato "Cercando Alaska", opera che mi ha fatto conoscere (e innamorare di) Green.. Il protagonista, un ragazzo quieto, buono e fondamentalmente "innocuo" pronto a giocare sempre secondo le regole (fino a che non viene "svegliato".. :D); una protagonista che può benissimo essere paragonata ad un vulcano, che in un certo senso trasmette buon umore ma che dentro ha un abisso di tristezza e vuoto..
Ecco, forse l'elemento che non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo è l'eccessiva malinconia del libro. Ragazzi, a me ha messo una certa ansia esistenziale! E forse mi aspettavo anche un finale leggermente diverso**: tutto si può dire tranne che abbia soddisfatto il mio bisogno di buone novelle! Anzi, leggendo le ultime pagine in me si faceva prepotentemente strada la domanda: "Ma seriamente? Siamo arrivati fino a qui per...?!". Razionalmente so che Green ha fatto una buona scelta, ma tant'è.. :D
Quentin, in arte Q è un personaggio coi fiocchi, ma come detto prima, di certo Green non ha nessun problema a creare personaggi maschili! Viene voglia di afferrarlo, abbracciarlo e di averlo come amico.. E' un personaggio "vero", che è facile immaginare in carne e ossa e non solo come un personaggio di carta!
Mi è piaciuto molto anche il rapporto che c'è tra i tre amici, Q, Ben, Radar: li ho invidiati abbastanza per il cameratismo che c'è tra loro, come siano tutti pronti a rinunciare ai loro piani se l'amico è in difficoltà e ad accorrere  nel momento di bisogno :')
Al di là della malinconia (che magari è soggettiva eh! :D), Green ha una gran penna: situazioni esilaranti e paradossali (Come le vendette di Margo o il viaggio che compiono Q, Radar e Ben.. Non vi dico niente per non fare spoiler!!), dialoghi brillanti e spesso taaaante risate!
Insomma, non il miglior Green di sempre ma.. come direbbe il saggio: meglio un Green non al massimo della forma che un autoruncolo che si spaccia per nuovo messia della letteratura (coff coff. Molti di loro stanno invadendo il mercato editoriale, oggi come oggi XD)

**Rileggendo i miei pensieri circa "Will ti presento Will", mi accorgo che anche qui non mi aveva soddisfatto pienamente il finale.. Mmm!!


“Light,” I said, “the visible reminder of Invisible Light.” “That’s beautiful,” she said. “T. S. Eliot,” I said.

Ben,” I said. “Yeah?” “Dude, I don’t want to talk about Lacey’s prom shoes. And I’ll tell you why: I have this thing that makes me really uninterested in prom shoes. It’s called a penis.”

Talking to a drunk person was like talking to an extremely happy, severely brain-damaged three-year-old.

I sighed quite loudly as Radar, seated next to me, pulled out his handheld and started working on Omnictionary. “Just deleting vandalism on the Chuck Norris page,” he said. “For instance, while I do think Chuck Norris specializes in the roundhouse kick, I don’t think it’s accurate to say, ‘Chuck Norris’s tears can cure cancer, but unfortunately he has never cried.’

What about the rest of your life?” She shrugged. “What about it?” “Aren’t you worried about, like, forever?” “Forever is composed of nows,” she says.




Trama Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

mercoledì 24 aprile 2013

Jemima J - Jane Green

IL LIBRO IN PILLOLE: Dalle stelle.. Alle stalle!

PECCATO! Il libro è cominciato sotto i migliori auspici e tutto mi ha fatto sperare in un buon romanzo di evasione che contesse al contempo un minimo di sostanza.. ._.
Peccato che poi si sia rivelato una grandissima e cocentissima delusione!
Io mi aspettavo uno sviluppo del tutto diverso! Jemima è una ragazza grassa che riuscirà a trovare l'amore (e il sesso, l'apprezzamento, il benessere e via discorrendo) solo dopo essere diventata anoressica, praticamente.
MA COSA!! Ma perché?! E' così disdicevole avere una protagonista grassa che riesce ad essere felice con il suo corpo senza dover indossare una taglia mini? Io mi aspettavo (mi auguravo!) una crescita interiore sull'accettazione di sé stessi per come si è, non un'omologazione forzata alla magrezza!
Che poi inizialmente pensavo fosse il libro perfetto per prendersi cura di sé e aumentare la propria autostima.. Io mi sono anche identificata con Jemima, non essendo io un modello di magrezza.. :D Poi però che pizza, lei diventa Miss Perfetta e tutti si accorgono di quanto sia meravigliosa, bellissima, purissima e Levissima. -.-
Tralaltro, aldilà dei gusti personali, io credo che una ragazza bella si veda anche se non è proprio Miss Silfide 2013, no? I tratti del viso, il colore degli occhi, i capelli..  Mi ha infastidito tantissimo questa trasformazione da "brutto anatroccolo" a "cigno", come il titolo ci ricorda!
Anche perché l'intera vicenda è  incredibile (e non nel senso di: WOW! Forte! Ma nel senso di "non credibile") e surreale.. Così oltre a non esserci nulla di profondo nel romanzo, ti prende pure l'irritazione e il sentore che ti stiano prendendo in giro: tanto per fare un esempio.. Jemima decide di iscriversi in palestra perché ha conosciuto un ragazzo su internet e si vogliono conoscere, ma lei gli ha detto di essere la sopracitata Miss Silfide 2013.. Ecco. Bene. Lei in TRE mesi riesce a perdere 50 chili, dopo di che non rimette su un etto, anzi continua a scendere.. -.-
Poi appunto, appena raggiunge il peso finale, ecco che toglie il mantello dell'invisibilità e TUTTI gli uomini (TUTTI per dire tutti, non scherzo!) cominciano a farle il filo, a dirle quanto è bella, ad offrirgli opportunità di lavoro, a cercare di portarsela a letto. E che diamine! Insomma, dall'essere "grassa" ad anoressica ce ne passa di acqua sotto i ponti! Nemmeno a 3/4 del percorso si vedono gli effetti?!
Per Jemima poi, nel pacchetto "dimagrisci in modo incredibile e mirabile" in soli tre mesi è compreso gratis anche una dosa sterminata di superficialità e di stupidità. Seriamente, se non l'avessi "conosciuta" ad inizio libro, l'avrei quasi catalogata come uno dei personaggi più superficiali del mondo..
Tralatro Jemima e il grande bellissimo perfetto Brad si conoscono in chat su internet.. E fin qui io posso starci.. Però il libro è stato scritto nel 1998, quando Internet cominciava a diffondersi.. Quale pazza, incosciente prenderebbe un volo per Los Angeles da Londra e starebbe a casa del TIPO CONOSCIUTO SU INTERNET per due settimane, senza avere la minima prova che non si tratti di uno stupratore, un assassino, un pazzo selvaggio, una persona del tutto differente da come si è mostrata in foto?! Andiamo, lo sa anche mia nonna che comportarsi così vuol dire andarsi a cacciare nella tana del lupo..!!
Non so, magari sono io troppo razionale e queste cose buttate lì a casaccio mi urtano da morire.. PErò che diamine :(
Per finire (giuro che ho finito di lamentarmi :D), io fossi stata Jemima non mi sarei sentita onorata se Ben avesse cominciato a "vedermi" solo da super magra.. Insomma, ho davvero sperato durante tutto il libro, anche per il modo in cui lui viene presentato, che Ben sarebbe riuscito a "vedere oltre" l'aspetto di Jemima.. Non è forse questo il fulcro centrale delle elucubrazioni della protagonista?!

PS: Nemmeno ve lo sto a dire lo sviluppo sessuale della storia: Jemima da praticamente vergine diventa la dea incontestata del sesso. Tipico.


Trama Jemima, la protagonista di questa storia, vede solo nero al suo orizzonte: a cominciare da quegli odiosi, insopportabili, ostinati chili di troppo - una cinquantina - che sembrano intralciare qualsiasi suo sogno. Trattata come una schiava dalle sue coinquiline, due arpie dall'aria anoressica e il cervello di una gallina, considerata con umiliante condiscendenza dalla splendida Geraldine, la collega giornalista meno brava di lei ma dallo stipendio più elevato grazie a un fisico da modella, la povera Jemima trova una ben "magra" consolazione nel cibo. Ma un giorno un uomo spregiudicato e misterioso la invita, via Internet, a raggiungerlo a Los Angeles. Quale momento più opportuno per cambiare e finalmente farsi notare?

domenica 21 aprile 2013

Totalmente off-topic, ma è troppo importante!

Non c'entra nulla, mi ero ripromessa di postare solo recensioni qui..
Ma la torta che mi ha fatto mia mamma per il compleanno mi ha mozzato il fiato e mi ha commosso.. La condivido con voi, DEVO!




sabato 20 aprile 2013

Real world - Natsuo Kirino

LIBRO IN PILLOLE: morboso e privo di senso

In realtà il libro arriva alle tre stelline (scarse) solo perché è piuttosto breve e quindi la mia insofferenza e la mia noia non hanno avuto modo di manifestarsi nel pieno della loro potenza.
Ho capito però che la Kirino non è un'autrice per me.. Ne avevo avuto sentore con "Le quattro casalinghe di Tokyo", ma avevo dato la colpa alla mole eccessiva, alla storia totalmente fuori dalla grazia di Dio e a certe cadute nella narrazione che mi avevano indispettito parecchio.
In realtà, con questa seconda chance, ho capito che ciò che più mi disturba nell'autrice è il fatto che mi ha trasmesso in entrambi i casi un senso di morbosità quasi patologico. Non so che problemi abbia avuto da giovane o se semplicemente abbia il gene dominante del macabro e del malato.. Fatto sta che per me è "troppo".
Per carità, leggo di tutto, i thriller, i morti, gli psicopatici sono praticamente il mio pane quotidiano.. E amo tutto ciò, davvero! Perché il tutto ha un senso. Cosa che decisamente manca a questo libro.
E' iniziato sotto i migliori auspici, in realtà: la scrittura della Kirino mi ha preso, i personaggi sembravano interessanti e ben delineati e la voce narrante, Toshi - che poi si è rivelata essere solo una delle tante - mi ha fatto una grande simpatia.
Poi però la Kirino ne ha fatta una delle sue e ha dovuto inserire l'elemento crudo/morboso: un diciassettene, vicino di casa di Toshi, uccide la madre e si dà alla macchia.
La trama "evolve" (se così si può dire..) in una spirale di follia e degrado totalmente insulso!

Questo libro HA delle potenzialità e dei punti a favore, non lo nego.. Però poi si perdono inesorabilmente!
Visto che tre indizi fanno una prova, probabilmente dovrei leggere un terzo libro dell'autrice per vedere se sono stata così sfigata da prenderne due brutti.. Ma il mio sesto senso si ribella, quindi penso che per questa volta mi accontenterò della mia "coincidenza" :D

Trama In un affollato quartiere residenziale di Tokyo quattro studentesse trascorrono un'estate caldissima preparandosi ad affrontare gli esami per l'ammissione all'università. Sono molto diverse tra loro: Toshi è affidabile e sicura, Yuzan riservata e malinconica, Terauchi ha un grande talento per gli studi, Kirarin occulta dietro la sua dolcezza un'attrazione morbosa per i comportamenti estremi. Un rumore inconsueto che proviene da un appartamento stravolge improvvisamente il loro destino: il vicino di casa, un liceale che le quattro amiche chiamano il Vermiciattolo, ha ucciso la madre ed è scappato con la bici e il cellulare di una di loro. In fuga dalla polizia, il giovane assassino inizia a contemplare affascinato il proprio volto riprodotto in fotografie e servizi televisivi, assapora l'improvvisa visibilità mediatica, il racconto della sua vita riscritto da giornalisti e reporter, e asseconda la curiosità collettiva intorno alle ragioni che lo hanno spinto a uccidere. Il pigro distacco del giovane si trasforma progressivamente in una consapevolezza crudele: insensibile alle conseguenze del suo crimine, vuole che le ragazze scrivano per lui un manifesto filosofico che esalti la lucida follia delle sue azioni... Immerse in una vita di chat, sms e Reality TV, le quattro adolescenti scoprono un mondo scabroso e brutale. Una realtà popolata di ragazzi in attesa di un esempio, di una guida che li riscatti dalla noia di un sistema che non sa comprendere la loro diversità.

giovedì 18 aprile 2013

What really happened in Peru - Cassandra Clare/Sarah Rees Brennan

LIBRO IN PILLOLE: Una chicca della Clare

Se vi aspettate un volume pari a "The infernal devices" o "The mortal instruments", rimarrete fortemente delusi, ovvio :D
Se invece intraprendete la lettura di questo (breve) capitolo sulla vita di Magnus Bane come chicca della Clare e un intrattenimento per aspettare l'uscita di "City of heavenly fire" (Diamine, settembre 2014! Nooooo!) e delle altre trilogie che la Clare ha in porto.. Beh, allora vi piacerà!!
La storia è davvero breve, si legge in poco tempo.. Anche perché è solo la prima di dieci che l'autrice ha progettato! La cosa della pubblicazione "a puntate" mi piace e mi scoccia allo stesso tempo: è una cosa buona perché -ahimé- ho terminato tutti i libri che finora ha scritto e quindi nell'attesa di nuovi eclatanti episodi, mi sembra cosa buona e giusta che la Clare si prenda cura dei suoi lettori e li accudisca un pochino! Allo stesso tempo, la cosa è terribilmente frustrante, perché io voglio esigo ho la necessità di leggere le altre mirabolanti avventure di Magnus :D O qualsiasi altra cosa che proviene dalla penna della Clare!
Un po' mi sfugge la presenza di Sarah Rees Brennan come co-autrice.. Insomma, la Clare ha ampiamente dato prova di essere in grado di lavorare da sola.. come si spiega questa presenza? O.O

Vabbé, quisquilie a parte, a me è piaciuto tanto *_*
C'è da dire che Magnus è uno dei miei personaggi preferiti e l'idea della Clare di dedicargli una serie di racconti è geniale: nei libri "ufficiali" spesso viene messo in secondo piano!!
Mi ha fatto un sacco ridere in certi punti.. Poi però la Clare torna alla carica con una punta di serietà.. Ecco perché la amo! Perché sa scrivere di tutto, come e quando vuole lei *_*
Inutile dire che io non ricordavo affatto che Magnus fosse bandito dal Perù.. Ma considerando la mia memoria stile scolapasta, non mi sorprendo più di niente :DD


Trama Fans of The Mortal Instruments and The Infernal Devices know that Magnus Bane is banned from Peru—and now they can find out why. One of ten adventures in The Bane Chronicles. There are good reasons Peru is off-limits to Magnus Bane. Follow Magnus’s Peruvian escapades as he drags his fellow warlocks Ragnor Fell and Catarina Loss into trouble, learns several instruments (which he plays shockingly), dances (which he does shockingly), and disgraces his host nation by doing something unspeakable to the Nazca Lines. This standalone e-only short story illuminates the life of the enigmatic Magnus Bane, whose alluring personality populates the pages of the #1 New York Times bestselling series, The Mortal Instruments and The Infernal Devices series. This story in The Bane Chronicles, What Really Happened in Peru, is written by Sarah Rees Brennan and Cassandra Clare.

mercoledì 17 aprile 2013

Il trono di spade - George R. R. Martin


IL LIBRO IN PILLOLE: Epico e crudele

Vorrei poter dire che, a differenza degli altri, questo libro mi ha disgustato, che mi sono annoiata, che è appassionante come Beautiful e che ho odiato ogni singola pagina e tutti i personaggi..
Che bugiarda, che sarei.
Niente, ormai anche io sono dentro al tunnel "Martin".
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Queste sono le poche parole che ho scritto in merito al libro a settembre 2011.
Ho riletto il libro perché avendolo letteralmente divorato, ben poco mi era rimasto, ma volevo assolutamente andare avanti con la saga, tanto più che compulsivamente avevo comprato altri due volumi.. :D (E non mi sono più fermata, sono addirittura arrivata a comprare volumi doppi, me tapina! *_*)
Che dire? Alla seconda lettura, se possibile, l'ho amato ancora di più! Martin è un crudele sadico privo di pietà e amore verso i suoi personaggi, sappiatelo.
Luoghi, situazioni, personaggi (di cui sopra!) intrecci superbi e perfetti.. E siamo solo al primo volume!
AMO la scrittura di Martin: coinvolgente, pulita, senza ampollosità che potrebbero appesantirne la lettura.. Allo stesso tempo però spesso è piuttosto cruda e diretta e non regala nulla.. Se dovessi definirla in un'unica parola, questa sarebbe "magnetica"!!
E poi quanto mi piacciono i capitoli che prendono i POV di diversi personaggi! *_*
Ah.. Questo è un fantasy come il Signore comanda!!



Trama In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei - sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita o il sonno a chi ha la mala di incontrarli?

martedì 16 aprile 2013

Annus mirabilis - Geraldine Brooks


IL LIBRO IN PILLOLE: "falso storico" ma gradevole

Parto subito col dire che non mi sono piaciuti l'inizio e la fine. Evviva :DD
L'inizio sinceramente mi ha stranito, perché inizia , se vogliamo, dalla "fine": ci troviamo infatti nel 1666, mentre l'intera vicenda si svolge nel 1665.
Insomma, come tecnica narrativa solitamente mi piace.. Ma in questo caso lascia poco all'immaginazione del lettore sull'effettivo finale e poi anticipa un bel po' di cose!
(Ok, sei righe di recensione e ho scritto "inizio" 5748474482 volte. Complimenti Miss sinonimi 2013!:D)
Per quanto riguarda il finale.. Io l'ho trovato forzato e scorretto. Sì, proprio scorretto, ecco! E soprattutto.. Altro che fulmine a ciel sereno**!
Mi ha dato l'impressione di essere stato scritto da una persona di passaggio, a cui la Brooks abbia detto: "Ohi guarda, io devo scappare che ho la torta di mele in forno, non è che me lo finiresti tu il romanzo? Considera che i protagonisti sono Anna, ragazza giovane e coraggiosa e Mr Mompellion, parroco del villaggio.."
O è così, o la Brooks ha la sindrome della doppia personalità! Non si può dire che non mi abbia sorpreso, per carità.. Ma io ODIO le sorprese negative o che non sono 'programmate' dalla mia mente u.u
Per la storia in generale, diciamo che ci troviamo di fronte ad una sorta di romanzo storico che riprende un fatto realmente accaduto: la peste a Eyam e la decisione coraggiosa del villaggio di "isolarsi" così da non rischiare di trasmettere l'infezione agli altri villaggi. Dico una sorta perché, per quanto io sia ignorante e di certo di lavoro non faccio lo storico, mi è sembrato abbastanza inverosimile in alcuni punti. Sia alcuni sintomi della peste, sia la velocità della morte.. Insomma, mi è sembrata una ricostruzione un po' "comoda"!
Però vabbé, non voglio fare la guastafeste di turno, in realtà a me il libro è piaciuto parecchio! Tante sventure che portano tanta cattiveria e tanta follia, come solo noi esseri umani siamo capaci di creare.
Non so bene che idea farmi di Anna, la protagonista: è sicuramente un personaggio estremamente positivo però quasi ai limiti della santità. Insomma, davvero poco credibile! Esisterà davvero una persona così?! Avrebbe tutte le carte a posto per suscitare simpatia e soprattutto per essere definita "eroina con le palle", ma davvero, non riuscivo  a sentirla reale!
In definitiva Seri, consigli la lettura di questo libro? Sì :D Ma senza aspettarsi il prossimo capolavoro della letteratura mondiale, ecco!

** Mi rendo ben conto di aver scritto poc'anzi che il finale è scontato.. In realtà ciò che volevo dire è che il finale è prevedibile, ma un certo elemento è quello a sorpresa. Ecco, ora ho confuso ancora di più le cose XD


Trama È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel cottage in cui vive, Anna Frith ha appena finito di allattare il piccolo Tom e di scrutare amorevolmente Jamie, che gioca da solo accanto al focolare. Anna si avvia verso la scala della soffitta, per raggiungere la stanza dove dorme Mr. Viccars. Dal giorno in cui Sam Frith se n'è andato, sepolto da una valanga nel giacimento di piombo in cui lavorava, è trascorso un inverno. In primavera, George Viccars è venuto a bussare alla porta del cottage in cerca d'un alloggio e Anna, vedova a diciotto anni con due bambini, ha pensato che l'avesse mandato Dio. Viccars èun sarto girovago, conosce Londra e York, l'intensa vita portuale di Plymouth e il traffico di pellegrini di Canterbury. Ed è gentile: ieri le ha fatto dono di un vestito di lana fine verde dorato. Perché però ora l'accoglie con strani gemiti? Anna entra nella stanzetta e per poco la brocca non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. George Viccars giace con la testa spinta di lato da un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L'Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie...

domenica 14 aprile 2013

Insieme, e basta - Anna Gavalda

IL LIBROI IN PILLOLE: mi sono quasi strappata le unghie dalla noia


Devo esser sincera: il nome dell'autrice mi ha tratto in inganno! Se avessi saputo che era francese, mai e poi mai avrei letto questo libro, figuriamoci comprarlo..
Pregiudizi? Sì!!!
O meglio, mi è capitato di leggere alcune autrici francesi e l'esperimento non è quasi mai andato a buon fine..
Mi ero lasciata catturare dalle recensioni estremamente positive su aNobii, ma a me più che leggere un romanzo, sembrava di essere Sisifo mentre trasportava il suo masso su per il pendio del monte: non finivo mai; non riuscivo a vedere la fine di questa tortura..
E a dirla tutta, credo di non aver nemmeno colto gli elementi di sensibilità, delicatezza, amore che mi erano stati promessi :(
Ora, mi rendo conto di essere in netta minoranza, quindi probabilmente la cosa dipende da me.. E forse la delusione è stata ancora più cocente, perché l'ho cercato e desiderato a lungo, convinta che sarebbe riuscito ad aprirmi il cuore..
Razionalmente parlando, posso imputare la colpa di questo fiasco alle letture multiple del momento: questa volta mi sa che ho proprio esagerato! :D
Certo, anche una certa apatia letteraria.. Mmmm.. Sia come sia, il libro si becca due stelline e quasi sicuramente, finirà nella libreria della vergogna, tiè!

sabato 13 aprile 2013

Foul play - Janet Evanovich


IL LIBRO IN PILLOLE: Surreale ma divertentissimo!
Ho un debole (un GROSSO debole!) per la serie di Stephanie Plum; amo lei, amo Joe Morelli, amo nonna Mazur e Lula e soprattutto le situazioni improbabili e l'ironia killer che la Evanovich è riuscita a creare..
Non so se avete mai avuto quel sentimento contrastante che vi porta a voler leggere TUTTO ciò che uno scrittore ha prodotto e contemporaneamente avete un po' paura di beccare il romanzo che porterà il disamore..
Ecco, tro un po' titubante a lanciarmi sui primi lidi creati dall'autrice, soprattutto per il genere, il romance.. Erano lì che mi chiamavano, ma io mi ero sempre "tappata le orecchie", per così dire :DD
Ebbene, anche se non è assolutamente ai livelli della serie di Stephanie Plum, sono contenta di aver letto questo libricino, che mi ha tenuto compagnia e mi ha messo allegria per un paio di orette!
Una storia leggera e frizzante che si legge in un paio d'ore ma con l'impronta tipica della Evanovich: situazioni paradossali, personaggi impossibili e ironia a gogo!
Certo, è un romanzo tutt'altro che perfetto e che sinceramente rasenta l'impossibilità.. Se fosse stata un'altra autrice, la storia dell'amore lampo mi avrebbe fatto venire i nervi: qui addirittura si parla di amore che scoppia dopo dieci minuti per lui e un'oretta per lei.. Eh?! Chi? COSA?! Ma sul serio?! :DD
Però vabbé, viene presentato in modo tale che non si può fare a meno di apprezzare il lato comico della cosa.. =P
E poi in certi punti ho riso come un'indemoniata, ecco! :DD
"Maybe you're hyperventilating."
"All by myself?"
Jake grinned. "Usually hyperventilating is a solitary activity".
I can honestly say, I've never seen anyone get so frunk, so fast, on so little.

lunedì 8 aprile 2013

Sangue blu - Melissa De La Cruz

LIBRO IN PILLOLE: Porcata alla massima potenza

Mentre leggevo questo, ehm libro, mi è partito un flash in cui mi sono immaginata la reazione degli Amanuensi se tra gli scritti da copiare si fossero trovato questa porcheria idiotina.. Ecco, secondo il mio trip mentale, le loro sorti potevano essere: 
a) Cappio al collo con enorme pietra attaccata all'estremità opposta e un bel tuffo nel Tevere (o fiume a loro più vicino) 
b) Insanità mentale e totale blackout delle cellule cerebrali con conseguente cessazione dell'attività di amanuense 
c) Accresciuta aggressività per lo stress emotivo indotto da queste porcate che porta allo sterminio della razza amanuense 
d) Perdita della fede con conseguente scioglimento dell'ordine.
Insomma, fiuu! "Meno male" che questi libri sono usciti solo nel XXI secolo! (sarebbe stato ancora meno male se non fossero usciti affatto, ma tant'è!) 
Beh, è pur vero che noi non sappiamo se nei tempi bui del Medioevo fossero pubblicate tali schifezze.. Mmm.. Bisognerebbe indagare! 
Ma non divaghiamo! :D 
Innanzitutto, ci tengo a sottolineare che la lettura di questo libro non è dovuta (esclusivamente) al mio essere terribilmente autolesionista.. Più che altro è un "conosci il tuo nemico"'s way! :D 
Ho rimandato abbastanza però.. 
Benvenuti nella terra del puro nulla! Un inutile, brutto (e pure scritto male) universo popolato da personaggi inutili, antipatici e terribilmente contraddittori. 
Ho terminato il libro e l'unico input che il mio cervello è riuscito a produrre dopo questa emerita idiozia è stato: "Ma che mi sta prendendo in giro l'autrice?!". Secondo me non lo sa nemmeno lei, di cosa volesse parlare!! 
La trama è eufemisticamente parlando, beh.. Confusa. Dai, sì, diciamo confusa! Volendo essere più cattivi (e io AMO essere cattiva.. Sarà parte del DNA?!): la trama non esiste. Ecco qua! 
Per come è scritto, mi sono sentita in imbarazzo per l'autrice. Insomma, mi sono immedesimata in lei e al pensiero che gente che conosco potesse leggere una cosa simile, mi sono venuti i brividi.. 
Le contraddizioni, le frasi degne di un bambino di quarta elementare.. non sono una scrittrice né lo sarò mai, ma cavolo, avrei saputo fare di meglio! 
I personaggi: nell'universo della De La Cruz NON ESISTONO persone brutte. Sono tutte stomachevolmente bellissime, tutti maledettamente perfetti. Anche la pseudo protagonista, che "Non si lavava i capelli da qualche settimana" (Cit. Cioè. Adesso. CHE SCHIFO!!) ed è praticamente rachitica viene presentata come la prossima Miss Mondo. 
Gira voce che la De la Cruz abbia detto: "La caratterizzazione? E che cos'è questa sconosciuta?! Ma perché, dopo aver detto che i personaggi sono tutti belli da togliere il fiato, devo PURE far sì che non sembrino marionette tutte uguali? MA NON SCHERZIAMO! La loro bellezza basterà e avanzerà. Ah ah ah!". 
La piattezza emotiva e caratteriale dei personaggi rasentava l'infinito.. 
E poi oh, ne leggi uno li hai letti tutti!! 
Vabbé, non vi tedio oltre, il libro fa pena! 
Vi lascio però una prova della grande capacità di descrizione dell'autrice (al di là dell'uso di "pelle cremosa". Io voglio proprio vederla, una pelle cremosa!!).. Si tenga presente che si parla della stessa persona:
[...] la donna era piccola e avvizzita.
Era una donna ancora molto bella ed elegante che sembrava avere ottanta o novanta anni. [...] A volte sembrava così giovane da poter essere una cinquantenne (o anche una quarantenne, a dirla tutta). 
Per cortesia Melissa, FAI PACE CON IL CERVELLO!!
E la chicca del romanzo:
La droga era disprezzata nella cerchia di Mimi. "Non ho bisogno di niente per sballare. Mi sballo con la vita". 
Ma per pietà!! Ahahaahah!
Ovviamente gli innamoramenti lampo sono il pane quotidiano del libro!

Il ladro di anime - Sebastian Fitzek

IL LIBRO IN PILLOLE: Ansiolitici, a me!

Se dovessi descrivere il libro con una sola parola, questa sarebbeA-N-S-I-A. 
Perché questo libro, dall'inizio alla fine, mi ha messo addosso un'ansia pazzesca. A partire dalla lezione universitaria tenuta nella vecchia casa, passando per l'inizio di ogni capitolo: "Ore 17.49, Nove ore e quarantanove minuti prima della paura".. Seguire il countdown, essere virtualmente rinchiusi all'interno di questa clinica.. Non potrei trovare una parola migliore per descrivere il tutto! 
Il libro vi permetterà di entrare nella storia, ma non vi lascerà più andare.. Non potrete fare a meno di leggerlo! 
A me è rimasto addosso anche di notte, quando per cause di forza maggiore (la palpebra che impunemente calava) ho dovuto smettere di leggere: TUTTA la notte ho alternato fasi di dormiveglia a sogni vividissimi e in entrambi casi protagonista indiscusso era il romanzo di Fitzek.. :D 
Mentre proseguivo la lettura, dentro di me mi sentivo quasi sorridere beffarda e mi ripetevo: "Tsk, chi crede di fregare Fitzek? Io ho capito tutto, ah ah ah". 
E invece manco per niente! Alla fine ero lì con la mascella che mi arrivava fino a terra... 
Tralaltro mi sono troppo riconosciuta nel libro quando parla di questo:
«"La paralisi nel sonno è una paralisi reversibile che si manifesta nella fase di transizione tra il sonno e la veglia. Di solito è di breve durata, tuttavia in alcuni casi si può protrarre fino a venti minuti. Quasi una persona su due ha sofferto almeno una volta di paralisi nel sonno"».
Cioè.. ESISTE una spiegazione logica! A me quando succede prende un magone.. Che sensazione orrenda! Terrificante! La sensazione di essere cosciente ma non riuscirsi a muovere.. Solitamente mi capita che non riesco ad aprire gli occhi O.O
Ammetto che da lettrice snobbona quale sono, avevo liquidato questo libro come il solito caso editoriale.. Figuriamoci che nemmeno avevo inteso si trattasse di un thriller! (Ehm, Serena, per questo esistono le trame :DD) 
Per una serie di coincidenze fortuite, alla fine l'ho letto.. E mi mangerei le mani per aver perso tanto tempo prezioso! :DD 
Basta, devo leggere tutti i suoi libri, è deciso! 
Al di là del trip dato dall'oggetto del libro, mi è piaciuto molto in che modo Fitzek usa le parole:
Le domande sbattevano come palle da biliardo sulle sponde della sua calotta cranica.
Per finire, credo di amare Fitzek per i ringraziamenti che ha scritto:
Come sempre, ringrazio soprattutto voi, perché se non leggeste i miei libri sarei costretto a fare cose di gran lunga meno divertenti dello scrivere -lavorare, ad esempio.
AH. Io l'indovinello finale non sono riuscita a risolverlo. ._.

Three to get deadly - Janet Evanovich

LIBRO IN PILLOLE: E' scoppiato l'amore.

Avete presente quei libri che vorreste durassero per sempre ma non potete fare a meno di divorare? 
Ecco, "Three to get deadly" è QUEL libro. So -razionalmente- che non è un libro che potrebbe salvare l'umanità intera dall'ignoranza o una pietra miliare del mondo della letteratura.. Ma io l'ho amato profondamente *_* Mentre leggevo continuavo a ripetermi "Smettila di bruciartelo così velocemente!", ma poi quando non lo leggevo un grande vuoto si impadroniva di me.. Mi mancava tantissimo! *_* 
Finora (sono solo a tre, ma il pensiero che prima o poi la serie finirà mi fa già stare male) è sicuramente il migliore!! 
Innanzitutto, mi ha fatto crepare dalle risate.. Un universo costellato da personaggi talmente sciroccati che vi verrà una voglia matta di farne parte.. Come non amare fra tutti gli altri Lula e nonna Mazur?! Uniche! Incredibili! 
Stephanie poi.. Niente, penso che sia uno dei personaggi preferiti inassoluto. La amo perché è tutto fuorché perfetta, certe volte è sfigatissima, non ne azzecca una.. Mi piacerebbe conoscerla. O che fosse mia amica. Ci divertiremmo, lo so! 
Joe Morelli, non ne parliamo. Seriamente, esiste un personaggio più sexi di lui? :DD 
Sono follemente innamorata!
"Uh-oh" I said. 
"What uh-oh?" 
"I don't know how to break this to you, but the floor is moving. Either we're having an eartquake, or else I'm drunk". 
"You only had three schnapps!" 
"I'm not much of a drinker. And I didn't have supper." 
My voice sounded like it was resonating from a tin can, far far away. 
"Oh boy," Morelli said. "How drunk are you?" 
I blinked and squinted at him. He had four eyes. I hated when that happened. "You have four eyes". 
"That's not a good sign".
“I make lots of mistakes. I try hard not to make the same mistake more than three or four times.”
“I took the stool next to him, raising an eyebrow at the coffee and cruller on the counter. "Thought you weren't into internal pollution," I said. Lately Ranger'd been on a health food thing. 
"Props," Ranger told me. "Didn't want to look out of place." 
I didn't want to burst his fantasy bubble, but the only time Ranger wouldn't look out of place would be standing in a lineup between Rambo and Batman.”
“When I was a little girl I wanted to be a reindeer-the flying kind. I spent a couple years galloping around looking for lichen and fantasizing about boy reindeer. Then one day I saw Peter Pan and my reindeer phase was over. I didn't understand the allure of not growing up, because every little girl got boobs and go steady. I did understand that a flying Peter Pan was better than a flying reindeer. Mary Lou had seen Peter Pan too, but Mary Lou's ambition was to be Wendy, so Mary Lou and I made a good pair. On most any day we could be seen holding hands, running through the neighborhood singing, "I can fly! I can fly!" If we'd been older this probably would have started rumors. 
The Peter Pan stage was actually pretty short-lived because a few months into Peter Pan I discovered Wonder Woman. Wonder Woman couldn't fly, but she had big, fat bulging boobs crammed into a sexy Wondersuit. Barbie was firmly entrenched as role model in the burg, but Wonder Woman gave her a good run for her money. Not only did Wonder Woman spill over her Wondercups but she also kicked serious ass. If I had to name the single most influential person in my life it would have to be Wonder Woman. 
All during my teens and early twenties I wanted to be a rock star. The fact that I can't play a musical instrument or carry a tune did nothing to diminish the fantasy. During my more realistic moments I wanted to be a rock star's girlfriend.”
“...I blink back the threat of tears, swiped at my nose and narrowed my eyes. "Listen to me, you two bags of monkey shit, "I yelled. "I am not in a good mood. My car keeps stalling. The day before yesterday I threw up on Joe Morelli. I was called a fat cow by my ex-husband. And if that isn't enough...my hair is ORANGE! ORANGE, FOR CHRISSAKE! And now you have the gall to force yourself into my home and threaten my hamster. Well, you have gone too far. You have crossed the line!”
When something needs to be ironed I put it in the ironing basket. If a year goes by and the item is still in the basket I throw the item away. This is a good system since eventually I end up only with clothes that don’t need ironing.”
“I've never been in this part of Trenton before. I don't feel comfortable driving around buildings that haven't got gang slogans sprayed on them. Look at this place. No boarded-up windows. No garbage in the gutter. No brothers selling goods on the street. Don't know how people can live like this.”

Sognando Park Avenue - Tinsley Mortimer

LIBRO IN PILLOLE: Inutile e irritante

Non mi è piaciuto..
Scorrevo la presentazione del libro e l'occhio traditore mi è caduto su "Gossip girl". Ecco, dire che ho un debole per GG sarebbe parlare per eufemismi.. Amo, adoro, impazzisco per Gossip Girl. E quindi mi sono ritrovata a leggere questo libro, speranzosa che lo specchietto delle allodole che era stato piazzato rivelasse un minimo di sostanza e non fosse solo fumo. Insomma, ecco, ero consapevole che mi stavo cacciando in una trappola, ma non ho voluto ascoltare la parte razionale di me.. Come sempre :DD 
Prima di demolire completamente il libro, ci sono un paio di aspetti che ho salvato: innanzi tutto, si legge in un battito di ciglia. Insomma, un libro tranquillo, senza pretese, con la giusta dose di prevedibilità! Poi ogni tanto qualche pallida prova di dialoghi brillanti intelligenti interessanti sagaci si trova pure!
Lo so che probabilmente sono io che sono una lettrice troppo esigente e mi si potrà obiettare che in quanto "genere chick lit", non devo certo aspettarmi lo Shakespeare dei nostri tempi. Per carità, lungi da me! Ma, seppur non il mio genere prediletto, ho letto altri libri di questo stampo che mi sono davvero davvero 
davvero piaciuti! 
Qui invece, TUTTO fa acqua, non sono riuscita a salvare nulla.. Trama, personaggi, finale.. Nulla! :( 
La trama: Minty è una "tipica bellezza del sud" (non so quante volte questa cosa mi è stata sbattuta in faccia. E non solo dagli altri personaggi.. Anche da Minty stessa! La modestia fatta persona, del resto.. -.-) che dopo una terribile delusione d'amore (che viene liquidata in 4/5 righe: il ragazzo di sempre, quello con cui Minty stava da sette anni, la lascia perché non è pronto ad impegnarsi. Lacrime? Disperazione? Depressione?! NON SCHERZIAMO! Minty è una ragazza tosta..) decide di andare a New York per ricominciare da zero la sua vita (e provare a lanciarsi nel mondo della moda). Dopo una breve, fantomatica e quantomai poco veritiera ricerca di lavoro, Minty chiama una sua amica dell'università che abita a New York, che guarda un po'! La inserisce senza battere ciglia nello spietatissimo mondo della moda, dove Minty in breve tempo diventerà un'icona e una scalatrice sociale. Non voglio fare spoiler, vi dico solo che questa scalata al milione successo è di un'improbabilità davvero imbarazzante. Statisticamente impossibile!
Ma va bene, tutto ok. Trame un po' improbabili ma supportate da ottimi personaggi e dialoghi possono ancora produrre un buon libro..
Peccato che i personaggi sono piatti come il ventre di Barbie, sciapi come la cucina di mia nonna e scontati come i vestiti nel periodo dei saldi! 
Prima fra tutti ovviamente Minty che giuro, vi farà venire voglia di sbatterla al muro o di sfogare in altra maniera la violenza che si accumulerà dentro voi. E' terribilmente presuntuosa (esempio: ad un party c'è un fotografo stra-cazzutissimo e venerato da tutti. Minty io-sono-una-dea se ne esce con "Io voglio che lui mi faccia una foto". No prego, fai come se fossi a casa tua, eh!) E' sciocca, spocchiosa, esasperante ma fortunata in tutto ciò che fa. E' un personaggio così inutile e scolorito che viene da chiedersi se sei tu, quello strano che non riesce a vedere NULLA in lei, o i personaggi del libro che prendono continui abbagli nei suoi confronti e la idolatrano nemmeno fosse il dio Ra sceso in terra. 
Gli altri sfortunatamente non sono meglio, anzi. come pecca aggiuntiva c'è il fatto che essendo personaggi di contorno non hanno nemmeno quel minimo di caratterizzazione che invece Minty ha avuto l'onore di ricevere. Sono una massa informe e non ben definita che agiscono tutti alla stessa maniera: ci sono o meno? Non cambia assolutamente nulla! 
Menzione particolare alla madre di Minty: Ma seriamente?! Si cerca di darle rilievo, ma i risultati sono davvero.. Brrr! E poi secondo me è affetta da doppia (se non tripla!) personalità! E non è normale, decisamente:
Da quando avevo compiuto diciotto anni, ogni primavera Scarlett [LA MAMMA, chiamata simpaticamente per nome ndr] prenotava la chiesa di Cherleston e il country club per il secondo fine settimana di giugno. Certo, lei poi cancellava e riprenotava di nuovo l'anno successivo, ma era molto amica del prete e del manager del club, quindi loro non ci facevano troppo caso
Sui dialoghi nemmeno mi esprimo; mi sembrava di star leggendo la lista della spesa scritta da mia nonna.. 
Tornando alla storia, dopo la breve parentesi personaggi/dialoghi.. La storia è CONTRADDITTORIA e piena di controsensi! (Per dire: un giorno Emily non fa parte del gruppo "a" e quindi è immeritevole di partecipare ad un evento. Ma poi guarda un po', partecipa a eventi di élite in circoli chiusi. E' il jolly della situazione, soprattutto quando a Minty serve una spalla). Mi viene da pensare che l'autrice abbia scritto il romanzo nell'arco di dieci anni, non ricordandosi bene cosa avesse scritto in precedenza.. Altrimenti non me lo spiego! 
Inoltre la trama è davvero acquosa: vada per la scalata miracolosa e la trasformazione da ignota/inutile ragazza del sud a fantastica 'socialite' newyorchese e icona della moda.. Io parlo proprio di buchi spazio/tempo/causali! Alcune cose NON hanno senso! Sono buttate lì, esche per i poveri lettori che si chiedono titubanti se sono loro a essersi persi qualcosa o se quel qualcosa sia realmente stato detto.. Tanto per dirne una: la storia con Tripp, parte centrale della "trama". Seriamente, ma ha un senso?! Una relazione che si basa sul nulla, un "passato" così labile e poco credibile che viene da ridere e uno sviluppo che di sviluppo e di "edificante" non ha proprio nulla! 
Mi rendo conto che l'elemento "ritorno di fiamma" stuzzichi la curiosità dei lettori e sia in qualche modo necessario per dare un po' di pathos alla questione.. Ma questa si basa davvero su basi fragilissime! No, no no! 
Vogliamo parlare del finale poi? No, dai, non parliamone. Scopritelo voi poi ne riparliamo :DD
Ah, quasi dimenticavo! L'autrici CERCA di creare situazioni di angoscia, pathos, situazioni problematiche per alzare un po' la tensione del romanzo.. Peccato che se ne esca fuori con "trovate" davvero fuori dalla grazia divina. Un esempio? Minty quasi scoppia a piangere perché non ricorda che penne desidera la sua capa (super cattiva).
No dai! ç_ç 
Vogliamo parlare del fatto che Minty è al posto giusto al momento giusto per ascoltare la rivelazione shock del suo fidanzato? Che non si premura di stare zitto mentre è a cena con lei e altre venti persone? No dico, sei scemo o cosa?! Mi è sembrato un po' una presa per i fondelli per il lettore, sinceramente! 
E poi, ciliegina della torta, Minty ci fa gentilmente l'elenco di TUTTI i suoi vestiti firmati, nonché di TUTTI i vestiti firmati di coloro che appaiono nel romanzo. Certo, è un libro in cui la moda è centrale.. Ma un bel "e sti cavoli" ce lo metti?! 
Il modo in cui l'autrice risolve di togliere dall'impaccio la sua protagonista sarebbe quasi tenero, se non fosse imbarazzante.. Esempio lampante (si noti che Minty è ad una tavolata di VENTI PERSONE, al centro)
Mentre nessuno stava guardando, scivolai sotto il tvolo e sgusciai fuori, passando davanti alle gambe di Harry e di Catherine, stringendomi tra le sedie, rimanendo carponi. Quando riemersi dall'altra parte, non mi notò nessuno.
Seriamente, la prossima volta che vado al ristorante, proverò la tecnica alla Diabolik di Minty. Nessuno se ne accorgerà!!
Peccato, la copertina e la trama promettevano davvero bene..

Il ballo - Irene Némirovsky

IL LIBRO IN PILLOLE: Breve ma intenso

Sono rari i romanzi estramamente brevi ma così ricchi che ti sovrastano.. "Il ballo" è senza ombra di dubbio uno di questi! 
Non sono nemmeno cento pagine, ma appena l'ho terminato, ho sentito una specie di vuoto dentro di me *_* 
Non so esattamente perché ho aspettato così tanto per leggere un libro della Némirovsky.. Tempo fa mi stavo accingendo a leggere "Suite francese", ma il fatto che fosse l'ultima opera e per di più incompiuta aveva frenato i miei entusiasmi; probabilmente la sua fama mi spaventava un po'.. 
Beh, comunque chapeau! Credo che ben presto recupererò le mie lacune riguardo questa scrittrice! 
Con pochi eventi e pochi personaggi, crea un mondo incredibile *_* 
Le ipocrisie, le gelosie, le incomprensioni, la cattiveria, la noia.. C'è tutto. Ma anche molto di più!