giovedì 16 ottobre 2014

Figlia del silenzio - Kim Edwards

IL LIBRO IN PILLOLE: Un po' nì, avrei sviluppato meglio altre parti!!



Caso lampante in cui l'autrice ha avuto un'ottima idea e non ha saputo sfruttarla a pieno :(
E' il 1964 e Norah partorisce due gemelli, di cui la femmina presenta la sindrome di down; David, il padre, decide senza nemmeno pensarci su un minuto di affidarla ad in istituto speciale per gente ritardata affidandola all'infermiera presente, Caroline.. A Norah dirà semplicemente che la bambina è nata morta.
Caroline compirà una scelta coraggiosissima e abbandonerà la sua vita per ricominciare da capo con la piccola Phoebe.
L'opera è articolata su due piani paralleli: quello che segue Norah, David e Paul (il primogenito nato sano) e quello che invece segue Caroline e Phoebe. Quest'ultimo è quello più interessante e che ho letto con più piacere, però purtroppo è quello a cui viene dedicato (ingiustamente, secondo me) meno spazio narrativo: mi sarebbe piaciuto approfondire il discorso di cosa abbia voluto dire crescere un figlio Down negli anni '70/'80.. Ad esempio ho trovato davvero interessante la lotta chw Caroline affronta per far frequentare a Phoebe la scuola pubblica: le viene detto che i 'ritardati mentali' rallenterebbero troppo i bambini 'normali', mettendogli il bastone tra le ruote e che dunque si sprecherebbero le già poche risorse finanziare per la scuola.. Agghiacciante, mamma mia!
I discorsi della diversità, delle lotte combattute e della vita stessa con una ragazza con la sindrome di Down sono trattati solo di striscio e lasciano il lettore insoddisfatto, anche perché viene dato ampio spazio alla famiglia Henry: Norah sorda di dolore per la perdita della bambina e di quello che "avrebbe potuto essere se fosse ancora viva", David che proprio non capisce perché Norah non sia più la Norah che ha conosciuto e Paul, che vede disfare la propria famiglia senza riuscire a capirne il motivo.
Chi più chi meno sono riusciti a farmi una gran antipatia: aridi, egoisti, convinti di essere gli unici esseri sulla terra a soffrire (e non come famiglia: proprio come individui!), di aver diritto a tutto e soprattutto incapaci di comunicare.
Una famiglia altamente disfunzionale che non è capace di perdonare l'altro, nonostante essi stessi commettano tanti errori.. Terribile :(
I fatti si susseguono a volte senza un filo logico, alcune cose sono date per scontate e buttate lì e soprattutto c'è un senso di "Adesso si redimono" che poi viene puntualmente disatteso: giuro che per tutto il romanzo ho aspettato una sorta di rivincita e di ammenda, ma zero!
Oltre a ciò.. Io David l'ho proprio detestato.. Mi ha fatto venire i nervi a fior di pelle!!!

Non mi sento di sconsigliarvelo, ci sono alcuni punti molto belli e poi apre un po' gli occhi sulla situazione dei bambini down quando ancora li si considerava individui 'inferiori'.. Peccato che l'autrice abbia voluto concentrarsi sugli effetti psicologici di cosa voglia dire perdere un figlio alla nascita (non riuscendoci però, secondo me, al cento per cento).

7 commenti:

  1. Sono sempre stata in dubbio sul prenderlo o meno, ma non mi ha mai convinta del tutto. Mi sa tanto che lo lascerò stare :(
    Peccato, poteva essere una cosina notevole.

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    1. Infatti: la delusione più grande è stata nel vedere tante premesse OTTIME lasciate lì ad un angolo.. Se l'autrice fosse stata un po' più coraggiosa, la storia sarebbe stata davvero meritevole! Si perde in un bicchier d'acqua purtroppo :(

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  2. Come ti avevo già detto su FB, ho letto questo libro una vita fa... ricordo che mi era piaciuto ma, ora come ora, non saprei dare un parere più approfondito!
    Bè dai...un ni...non proprio una catastrofe! ;)

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    1. No infatti! Non è una catastrofe anzi.. Però forse mi ero costruita troppe aspettative io!
      Anche per me un nì!! :D

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    2. No infatti! Non è una catastrofe anzi.. Però forse mi ero costruita troppe aspettative io!
      Anche per me un nì!! :D

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  3. mmm a dire il vero a me non ispira molto questo libro....non penso che lo leggerò...

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    1. Tranquilla, ci sono tanti bei libri che ci aspettano!! Non è un capolavoro!

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