giovedì 6 marzo 2014

Sono tutte storie - Nick Hornby

IL LIBRO IN PILLOLE: Meno brillante del suo predecessore



Due premesse importanti!
- Se non conoscete Hornby come scrittore, leggete i suoi romanzi prima di questo e se proprio volete un consiglio spassionato, direi che "Non buttiamoci giù" potrebbe essere un ottimo inizio :3 (io l'ho conosciuto proprio grazie a questo libro!)
- Questo libro è composto da una serie di articoli  a carattere libresco scritti da Hornby sul Believer nel corso degli anni.. Ho scoperto però che non si tratta del secondo volume ma addirittura del QUARTO. Quindi di nuovo.. Se rientrate nel caso 1) o non avete letto "Una vita da lettore", questo libro non è il miglior esempio dello scrittore.

Hornby ha decisamente fatto di meglio, tanto che mi ha dato molto l'impressione che il libro fosse stato pubblicato per necessità editoriali - visto che palesemente l'autore non ha scritto altro in tempi recenti - e che fosse il frutto degli scarti 'd'autore' su cui sono riusciti a mettere le mani. E no, mia cara casa editrice Guanda, non importa che tu utilizzi un font enorme o che metta i bordi larghissimi.. Lo capiamo tutti lo stesso che il contenuto del libro è parecchio povero!
Ok, in realtà c'è da dire che adoro come scrive Hornby e che è stato un piacere riscoprirlo in veste di recensore.. Ho tratto parecchi spunti interessanti, mi è presa voglia di leggermi praticamente tutto ciò che viene proposto e raccontato in questo libro.. Addirittura ho fatto un mezzo pensierino (ma anche due) sulla storia dell'Inghilterra della seconda metà del XX secolo, nonostante lwa mia vocina interiore continuasse a dirmi con discrezione "Guarda Serena che non è proprio il tuo genere, ci hai già provato e ci mancava poco che non finissi in coma perenne dalla noia.. Ehm ehm".
Insomma, Hornby ti trascina, ti trasmette un entusiasmo raro e -proprio come mi è capitato di osservare con "Una vita da lettore"- si sente a pelle che è una persona che ama leggere! Ha un modo di recensire e presentare le opere in modo coinvolgente e "caldo", sprizza entusiasmo e ti fa desiderare di prenderci un caffé insieme ogni tanto; poi è super ironico, di quell'ironia inglese inconfondibile :D
Una parte del mio disappunto sull'opera è che in questi articoli i romanzi sono in netta minoranza, "quasi" una rarità. Capisco le sue necessità lavorative e via dicendo.. Però lo avrei apprezzato di più se avesse parlato solo di romanzi piuttosto che di saggi su argomenti a me lontanissimi, ecco!
La cosa che forse mi è dispiaciuta di più è una nota personale: ammetto di aver stentato a riconoscere Hornby dal punto di vista "privato".. L'ho trovato un po' troppo strafottente per i miei gusti, me lo ricordavo meno montato e più vicino al lettore comune.. Invece boh, forse una mia impressione.. Ma mi è sembrato si fosse arrampicato sul piedistallo e non volesse scendere.. :/

9 commenti:

  1. Ok, se mai leggerò Hornby inizierò da "Non buttiamoci giù". Però. Che titolo triste. xD
    Mmmm...mi sa che questi autori una volta fatto "boom" si montano la testa...ce ne sono eccome. Tienilo d'occhio e vedi come evolve la situazione! ;)

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    1. ps. non c'entra nulla con il contesto, ma...lo sai che mi dicono continuamente che ho una faccia da "Serena"? xD me lo dicono da sempre... devo andare all'anagrafe, ho capito! muahahhahaha XD

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    2. Sì, la storia nasce dall'incontro dei personaggi su un palazzo che vogliono suicidarsi.. Ma non è pesante! ^^
      In realtà Hornby ne ha scritti parecchi di libri, tutti piuttosto bellini.. Questo qui secondo è colpa dell'editore!!

      AHHAAHAHAHAHAHAHAH! Davvero?? A me dicono tutti: "Di nome e anche di fatto? -_-
      E io lì che vorrei rispondergli: "NO, odio tutti e ho pensieri suicidi "ahahahahahahaah

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  2. "Non buttiamoci giù" mi ispira tantissimo da quando, anni fa, una mia compagna di classe lo leggeva in classe invece di ascoltare la lezione di latino. non l'ho mai letto, ma se è anche un po' come Alan Bennett sono certa che mi piacerà :)

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    1. Ahaha! Grande!!! In classe da me non leggeva nessuno :/

      Sì, molto humor inglese in entrambi.. Però sono diversi, anche.. La delicatezza di Bennett è rara!! :))

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  3. Ciao! Io di Hornby ho letto qualche anno fa Alta fedeltà (a detta di tutti il suo capolavoro) e non mi era per niente piaciuto, anzi l'avevo finito a fatica! Ora non mi ricordo precisamente cosa non mi piacesse ma ho conservato questo brutto ricordo dello scrittore e non ho letto più niente di lui..

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    1. Anche a me "Alta fedeltà non ha fatto impazzire".. Tutti quei nomi di band.. Che noia!!
      Non buttiamoci giù è parecchio diverso, infatti chi ha apprezzato "Alta fedeltà" non lo ha gradito! :DD

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  4. Nick Horby sembra aver esaurito le grandi idee che aveva con i primi libri, Alta Fedelta' e' un must per chi ama la musica, e' sicuramente il mio libro preferito tra quelli scritti da lui, adoro anche about a boy, febbre a 90 invece e' troppo "calcistico" ma si riconosce lontano un kilometro che e' stato scritto da lui, che e' poi il suo primo libro. Non buttiamoci giu' mi e' piaciuto tantissimo, tutta un'altra musica e' ok se ti piace la musica, dopodiche' diciamo che lo si legge sulla fiducia, i bei tempi son finiti, libri come questo o tutto per una ragazza, o e' nata una star, sembrano scritti con fretta e svogliatezza.

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    1. E' vero, la penso proprio come te!! L'ho comprato per affetto.. Un po' della sua genialità traspare, ma per il resto.. Sembra avere altro da fare ormai ce dedicarsi completamente ai libri!! :(

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