martedì 13 maggio 2014

L'ultima riga delle favole - Massimo Gramellini

IL LIBRO IN PILLOLE: Poetico e paricolare.. Bello!



Ho letto il libro esclusivamente perché -mio malgrado- me lo hanno regalato qualche Natale fa.. E' rimasto a lungo su una mensola e solo la mia poca predisposizione agli scambi ha fatto sì che avesse una possibilità. I pregiudizi che avevo sul libro poi, nemmeno ve li dico.. Già il fatto che Gramellini sia amicone di Fazio mi ha fatto prudere i pollici XD
Mentre procedevo nella lettura sapevo benissimo che Gramellini, vecchio furbone, mi stesse fregando con nonchalance ma.. Niente, non ho potuto fare altro che apprezzarlo e lasciarmi catturare *_*
Innanzitutto, ho super apprezzato l'idea de "L'ultima riga delle favole", il modo in cui la copertina sia perfetta (E davvero, non poteva essercene una differente!!) e di come il tema delle favole sia presente (Tramite anche "cartoline" di protagonisti delle fiabe come la Fata Madrina, Biancaneve, La Bella..)
E' la storia di Tomàs, cinico, disincantato e completamente incapace di instaurare una relazione duratura con una donna, a cui viene data la possibilità di "guarire" attraverso un percorso di scoperta di sé stesso e della propria anima.
Sì, detto così sembra un'idiozia madornale "un sacco new age".. Però mi è piaciuto il modo in cui viene affrontata l'intera vicenda e soprattutto mi hanno colpito alcuni passaggi *_*
Mi è piaciuta anche l'evoluzione del personaggio di Tomàs: Se il libro non fosse stato estremamente breve (sembra un mattonazzo, ma il libro è scritto con carattere 72, l'interlinea la fa da padrona e le pagine sono spessissime) lo avrei probabilmente abbandonato per il fastidio che egli è riuscito a causarmi con le sue risposte esasperanti.. Giuro, avrei voluto prendere e sbatterlo al muro fino a fargli dimenticare il suo nome xD
Però nella parte finale.. Finalmente diventa una persona meritevole e dimentica la parola *Io*- la sua preferita - per far posto anche agli altri :)
C'è una parte che ho amato tantissimo, quella dei due uccelli.. Tomàs si trova alla fine del suo percorso di rinascita e scoperta di sé stesso e appunto impara a sacrificarsi: (è un po' lunga.. Ma merita!)

Volse le spalle alla statua e vide i due fenicotteri. Si erano svegliati, finalmente, e litigavano fra loro. Capì di essere stato uno stupido a invidiarli. Erano prigionieri di una gabbia senza sbarre e la nevrosi che li induceva a incrociare i becchi con tanta furia scaturiva dalla mancanza di libertà. Entrò nei loro cuori e li trovò colmi di una rabbia che disperdevano in gesti sconnessi. Sarebbe toccato a lui ricordare a due uccelli a che cosa servivano le ali? Iniziò a sguazzare nella vasca. Era convinto che, se i fenicotteri si fossero lanciati al suo inseguimento, avrebbero riscoperto i propri istinti. Invece continuavano a guardarlo con indifferenza. Raccolse un sassolino e lo gettò a un palmo da loro. Si mossero, zampettando isterici, senza neanche provare a staccarsi dal suolo. Li seguì su una passerella mimetizzata fra le alghe che saliva lungo la schiena del Drago. Fu così che una coppia di fenicotteri attaccabrighe e un giovane uomo dai capelli arruffati raggiunsero la cima di un’altura. Guardando in basso, Tomàs potè ammirare la geometria delle Terme. Il sentiero di collegamento fra le vasche formava una stella con la punta rivolta verso l’alto che ne inglobava un’altra con la punta in basso: il chiostro. L’insieme esprimeva un senso di perfezione e di pace. Ogni punta corrispondeva a uno dei luoghi che aveva frequentato. Riconobbe la palestra a forma di cubo, la vasca circolare della Luna, lo scoglio della Gratitudine e le tre vasche dell’Io che confluivano nella grotta del Noi. Avvertì un dolore al collo. Era la nostalgia. Resistette al richiamo e continuò ad avanzare, ma dopo pochi passi si accorse che i fenicotteri non lo seguivano. «Non avete capito che siamo liberi? Dovete volare, volare!» e agitò le braccia per mimare il gesto, ricevendo in risposta degli sguardi vuoti. «Può un uccello dimenticarsi di essere un uccello?» si domandò. «Certo che può. Io non mi sono forse dimenticato per tutta la vita di essere un uomo?» si rispose. Sfiorò con delicatezza le loro code e non ottenne reazione. Allora le pizzicò, ma fu inutile. La mancanza di esercizio le aveva atrofizzate. «Come l’emisfero femminile del mio cervello.» Stava per abbandonare i fenicotteri al loro destino quando commise l’imprudenza di guardarli, e ne ebbe compassione. «Vi insegnerò io.» C’era un unico modo per costringerli a volare. Togliere loro la terra sotto i piedi. Non conoscendo il vocabolario dei fenicotteri, avrebbe dovuto farsi capire con l’esempio. In una direzione il sentiero scendeva a valle, verso la libertà, mentre nell’altra conduceva al limitare di uno strapiombo. Tomàs lo raggiunse e si affacciò sul vuoto. In basso vide la vasca del Drago, colma di lacrime fino all’orlo, che scintillava al sole. Per liberare due fenicotteri di cui non gli era mai importato niente sarebbe stato costretto a lanciarsi in un burrone, nella speranza che essi lo imitassero e, una volta sospesi in aria, si ricordassero di essere nati per volare. Diede uno sguardo alla coppa: l’acqua di fuoco era ridotta a una goccia. L’ultima. Quando fosse evaporata anche quella, si sarebbe trovato ancora una volta senza amore. Lui non era un uccello. Se avesse deciso di lanciarsi, quasi sicuramente si sarebbe spiaccicato. Ma anche nel caso in cui fosse sopravvissuto a una simile follia, avrebbe di nuovo portato il suo corpo alle Terme e tutto sarebbe stato inutile. Poteva rinunciare a una libertà così faticosamente conquistata per farne dono a due creature che nulla avevano compiuto per meritarsela? Tomàs non ebbe dubbi. Tornò indietro di qualche passo e aspettò che il suo cuore fosse in equilibrio. Poi avvicinò le mani alla bocca, finché gli venne voglia di produrre un rumore senza senso. Eccitati dal richiamo, i fenicotteri avanzarono verso di lui con intenzioni bellicose. Era il momento. Si lanciò di corsa verso lo strapiombo. Arrivato sul ciglio, aprì le braccia e assunse istintivamente l’aspetto di una croce, mentre il fuoco del suo amore si risvegliava, risaliva dall’osso sacro attraverso i trentatré gradini delle vertebre, oltrepassava i sette cancelli del corpo, raggiungeva la testa e precipitava nuovamente dentro la camera del cuore in una scia di luce. Anche Tomàs precipitò. Ma un attimo prima di schiantarsi contro l’acqua della piscina, sentì un battito d’ali sopra di sé. Vide i due fenicotteri in volo e sorrise. Il suo ultimo pensiero fu che non era mai stato così felice.


Belle frasi e senso della storia a parte, non è quello che si dice un libro "perfetto".. Insomma, a volte parte per il filosofico andante e tu lì con la tentazione di saltare qualche passo (forse l'ho fatto :D).. Oppure sequenze temporali che non hanno senso e stancano il lettore (lo ripeto, se il libro fosse stato più lungo, non lo avrei mai finito, ne sono sicura!), così come sviluppi improbabili di cui a volte non ho proprio capito l'andamento.. Però sono cose che si perdonano facilmente, c'è tanto altro su cui focalizzarsi!

Mi è piaciuto? Sì, con qualche riserva e nonostante non sia proprio il mio genere.. Leggerei altro di Gramellini? No grazie. Continua a non starmi proprio simpaticissimo (Fazio, ti odio!) e penso che "Fai bei sogni" sia stato gonfiato all'inverosimile.. Sono contenta e soddisfattissima così!! :D

Ascoltava a bocca aperta le favole che fluivano dalla voce calda di sua madre, ma l’ultima riga lo lasciava sempre insoddisfatto.

Aveva imparato da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso per molto tempo significa che non è più un’illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare spaghetti. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuno ha la sua e l’errore consiste nel credere che una sia più importante dell’altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro.»

I se sono la patente dei falliti. Nella vita si diventa grandi nonostante.

10 commenti:

  1. Sembra carino, alla fine:)
    E poi dopo la tua recensione, un pensierino mi sembra d'obbligo!

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    1. Sì infatti è molto carino!!

      Oooh!! *arrossisce*
      Grazie! :3

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  2. A me Fai bei sogni era piaciuto abbastanza, anche se con qualche riserva. Penso che darò una possibilità anche a questo!

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    1. Secondo me merita! e' anche molto breve.. ^^

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  3. Ero davvero curiosa di leggere la tua recensione! :) Era un libro che da un lato mi incuriosiva: il titolo mi piace tantissimo (e la copertina fa la sua parte) ma non è molto il mio genere e la trama di per sé mi diceva poco, quindi ero l'eterna indecisa, ma ora ho visto la luce! :P
    Non correrò a comprarmelo, ma se mi capita tra le mani (magari in biblioteca) gli darò una possibilità :)

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    1. Vero, non è nemmeno il mio genere, assolutamente! Ma era un regalo.. Ti dirò, sono felice di averlo letto ma non lo avrei mai comprato! :)

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  4. Io di Gramellini ho letto Fai bei sogni ma non mi era proprio piaciuto. Eppure come giornalista lo apprezzo tantissimo.. quindi non so, se mi capita l'opportunità leggerò questo libro che comunque mi incuriosisce, fosse anche solo per il titolo e la splendida copertina!!!

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    1. Il titolo è davvero bello.. Ripensando poi al suo senso, lo adoro ancora di più!! ^^

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  5. Le frasi sono bellissime *___* un pensiero forse ce lo dovrei fare :P

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    1. Mi hanno davvero colpito infatti!!! *_*

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