venerdì 26 aprile 2013

Paper towns - John Green

IL LIBRO IN PILLOLE: I'm so confused..

Questa volta Green non è riuscito a convincermi del tutto :(
Anzi, ancora peggio.. Ho fatto una fatica incredibile ad ingranare con la storia, che mi ha realmente preso da poco prima della metà.. Poi certo, Green è Green, quindi alla fine il libro merita 4 stelline, però sento una leggera stonatura rispetto agli altri suoi libri che ho letto!
Ho ritrovato parecchi elementi che avevano caratterizzato "Cercando Alaska", opera che mi ha fatto conoscere (e innamorare di) Green.. Il protagonista, un ragazzo quieto, buono e fondamentalmente "innocuo" pronto a giocare sempre secondo le regole (fino a che non viene "svegliato".. :D); una protagonista che può benissimo essere paragonata ad un vulcano, che in un certo senso trasmette buon umore ma che dentro ha un abisso di tristezza e vuoto..
Ecco, forse l'elemento che non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo è l'eccessiva malinconia del libro. Ragazzi, a me ha messo una certa ansia esistenziale! E forse mi aspettavo anche un finale leggermente diverso**: tutto si può dire tranne che abbia soddisfatto il mio bisogno di buone novelle! Anzi, leggendo le ultime pagine in me si faceva prepotentemente strada la domanda: "Ma seriamente? Siamo arrivati fino a qui per...?!". Razionalmente so che Green ha fatto una buona scelta, ma tant'è.. :D
Quentin, in arte Q è un personaggio coi fiocchi, ma come detto prima, di certo Green non ha nessun problema a creare personaggi maschili! Viene voglia di afferrarlo, abbracciarlo e di averlo come amico.. E' un personaggio "vero", che è facile immaginare in carne e ossa e non solo come un personaggio di carta!
Mi è piaciuto molto anche il rapporto che c'è tra i tre amici, Q, Ben, Radar: li ho invidiati abbastanza per il cameratismo che c'è tra loro, come siano tutti pronti a rinunciare ai loro piani se l'amico è in difficoltà e ad accorrere  nel momento di bisogno :')
Al di là della malinconia (che magari è soggettiva eh! :D), Green ha una gran penna: situazioni esilaranti e paradossali (Come le vendette di Margo o il viaggio che compiono Q, Radar e Ben.. Non vi dico niente per non fare spoiler!!), dialoghi brillanti e spesso taaaante risate!
Insomma, non il miglior Green di sempre ma.. come direbbe il saggio: meglio un Green non al massimo della forma che un autoruncolo che si spaccia per nuovo messia della letteratura (coff coff. Molti di loro stanno invadendo il mercato editoriale, oggi come oggi XD)

**Rileggendo i miei pensieri circa "Will ti presento Will", mi accorgo che anche qui non mi aveva soddisfatto pienamente il finale.. Mmm!!


“Light,” I said, “the visible reminder of Invisible Light.” “That’s beautiful,” she said. “T. S. Eliot,” I said.

Ben,” I said. “Yeah?” “Dude, I don’t want to talk about Lacey’s prom shoes. And I’ll tell you why: I have this thing that makes me really uninterested in prom shoes. It’s called a penis.”

Talking to a drunk person was like talking to an extremely happy, severely brain-damaged three-year-old.

I sighed quite loudly as Radar, seated next to me, pulled out his handheld and started working on Omnictionary. “Just deleting vandalism on the Chuck Norris page,” he said. “For instance, while I do think Chuck Norris specializes in the roundhouse kick, I don’t think it’s accurate to say, ‘Chuck Norris’s tears can cure cancer, but unfortunately he has never cried.’

What about the rest of your life?” She shrugged. “What about it?” “Aren’t you worried about, like, forever?” “Forever is composed of nows,” she says.




Trama Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

8 commenti:

  1. sai che ancora non ho letto nulla di green? da quanto mi riprometto di farlo??da una vita ormai...devo farlo.inizierò però da cercando alaska..che dici?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cercando Alaska a me è piaciuto tantissimo!!
      Lui è un autore "leggero" ma al contempo di sostanza.. :')
      Poi mi dici!! ^^

      Elimina
  2. Di Green ho letto solo Colpa delle stelle e l'ho adorato, il prossimo in lista è Cercando Alaska *^*
    Città di carta non mi attira moltissimo ma basta e avanza il fatto che a scriverlo sia stato John Green ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cercando Alaska è davvero meritevole..
      Su Paper Towns ero dubbiosa anche io, un pochino.. Però merita!! :))

      Elimina
  3. Green è uno di quegli autori di cui non vedo l'ora di leggere le storie ma alla fine rimando sempre. Diciamo che mi spaventa un po' perché so che i suoi romanzi trattano temi difficili in modo toccante o almeno così ho sentito dire :D
    Magari comincerò da "Cercando Alaska"!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inizia con "Cercando Alaska" e lo amerai! Non tratta temi troppo difficili come "Colpa delle stelle".. :))

      Elimina
  4. Non ho letto nulla di questa autore, però alcuni libri mi attirano davvero tantissimo!!!
    Anche se per leggere Colpa delle Stelle, aspetterò il momento giusto!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ^^ Green merita!!! Se posso consigliarti, inizia da "Cercando Alaska".. A me è piaciuto davvero tanto!!

      Elimina